Non era un pasto, era un rito sociale.
Mentre i "cinesi" si accontentavano della trattoria, noi dominavamo il bancone di Piazza San Babila. Il Burghy è stato il primo vero fast-food all'italiana, nato nel 1981, capace di strappare i giovani dalle tradizioni per proiettarli nel sogno americano. Il "King Burger" e le patatine fritte croccanti erano i simboli di una Milano che non dormiva mai e che voleva solo il meglio.
L'identità passava per l'etichetta. Ecco l'elenco definitivo dei marchi ammessi al muretto:
Se il Paninaro è diventato un fenomeno nazionale, lo dobbiamo a lui. All'interno del programma cult Drive In, Braschi interpretava il "Paninaro" tipo: piumino addosso anche con 40 gradi, occhiali da sole e un arsenale di battute che hanno creato una vera lingua.
I suoi monologhi iniziavano quasi sempre con il mitico "Raga!" e proseguivano raccontando di improbabili vacanze a "Courma" (Courmayeur) o di come avesse "intortato" una sfitinzia imperiale. Ha trasformato un fenomeno locale milanese in un'icona pop della TV commerciale.
Il fumetto "Il Paninaro", uscito per la prima volta nel 1986, fu una rivoluzione editoriale. La copertina di paninaro1.jpg segnò l'inizio di un'era dove i ragazzi cercavano conferme del proprio stile tra le vignette. Cippo, il protagonista, incarnava l'aspirazione di ogni giovane dell'epoca.
All'interno non c'erano solo storie, ma veri e propri diktat: cosa ascoltare, dove andare e, soprattutto, cosa comprare. Le rubriche dei lettori erano scritte rigorosamente in gergo, creando una community nazionale che si riconosceva in pochi ed essenziali valori: divertimento, stile e disimpegno totale.